Il primo lo ammazzarono a bastonate perché aveva citato Spinoza durante un talk show. In effetti da parte del professor Giovanni Prospero era stata un’imprudenza aggravata dal fatto che si era presentato in studio indossando un golfino di cachemire color aragosta. La citazione gli era scappata di getto nella foga del dibattito, per tentare di alzare il livello. Si rese conto all’istante di aver commesso un errore: il pubblico ammutolì e il sorriso del conduttore, di solito così cordiale, si irrigidì in una smorfia ostile.
“Nel mio programma,” disse “non permetto a nessuno di usare parole difficili. Le pose da intellettuale sono vietate.” Dopo una pausa ostentata, Il conduttore aggiunse:
“Questo è uno show per famiglie e chi di giorno si spacca la schiena ha il diritto di rilassarsi e di non sentirsi inferiore”.
Il pubblico esplose in un applauso entusiasta in cui si mischiavano rabbia e liberazione. Sembrava che ai presenti si fossero moltiplicate le mani.

Giacomo Papi, Il censimento dei Radical chic, Milano, Feltrinelli, 2018.