disegno di Francesco Falcolini: penna Bic rossa su carta. 

I miei pensieri del mattino riguardano la voglia di giocare. Ieri un amico, e oggi ancora un altro, mi hanno chiesto in modo diverso che cosa volessi dalla vita. La risposta più intima è: giocare. Senza appartenenze, senza devozioni. Giocare, come sanno fare i bambini, come sanno i poeti. Giocare.
A volte ci riesco. Allora non avverto la costrizione delle richieste, delle “consegne”.
A volte avverto di più la pressione degli obblighi. Così monta la rabbia, la nausea.
Eppure… Una ragazza si allontana dal bar, il suo culo tornito dondola nell’aria tiepida di fine maggio. Giocare.